TUTTI I TESTI DELL'ULTIMO ALBUM

SE DICI FRIKADELLER SEI IN DANIMARCA E DIECI NEL FRIGORIFERO

POMERIGGIO DA KARAM

 

Quello che mi tormenta

è la carogna che sarò

con piccoli inutili scomodi segni del tempo

 

la qualità delle immagini scade

mentre l’affetto diventa un badile

ma che commedia

ma che dipinto

ma quale musica

 

quindi al momento opportuno non farà più male

si spegnerà in un sorriso il bisogno di amare

 

appoggiati e assaggia con me

un panorama migliore

in un ospedale di periferie

si vede una barca che affonda nel mare

 

quello che il tempo non lascia

è la possibilità di una pausa

cedere i sensi di colpa

e abbandonarsi a una vita diversa

 

la densità delle cose proibite

viene tagliata da un cuore affilato

ma che peccato

ma che incoscienza

ma quale integrità

 

da qui si ha però in ogni modo

una vista migliore

la stanza di prima non mi permetteva

nemmeno di immaginare

 

potrò andare avanti così fingendo fino a morire

sorriderò e nessuno saprà perché

L’ALBERO DEL PECCATO

 

E’ quello che sei

è quello che fai

è come lo dici che non è facile

 

non è colpa tua

se sei così fragile

tanto sensibile

come la pelle livida

 

io onestamente non ho fame

magari soltanto un po di contorno e rose

pensa se dopo il conto ci fosse il mare

e mentre il sole affoga sarei irresistibile

 

123 passo lentamente

123tempo elegante

123 ballo sulle punte

delicato e chic

 

mi ricordo di me quando meno mi servo

quando mano alla spalla mi chiedono il cambio

ma poi non mi interessa e parlare è un disturbo

io rimango con me

distraendomi con una vertigine

 

se io prendo te

tu prendimi l’anima

che è soltanto un impegno troppa responsabilità

 

per quando deciderò

che serve più un bugia

di tutti quei baci senza umidità

 

pensa se da stasera sparisse il cuore

del rapporto di coppia resterebbe solo il piacer

poi se addirittura trionfasse il male

il godimento tecnico sarebbe il comandamento massimo

 

123 fermo, gioco tutto

123 zitto mi trattengo

123 perdo per un punto di credibilità

 

cioè che resta di tutto è soltanto l’inizio

quando mano alla spalla chiamavo io il cambio

si lo so che si muore non sorridendo

ma la musica qui che mi fa da tassì mi solletica un po

 

LA DANESE ALLA CREMA

 

Dammi un attimo di Danimarca

farei di tutto per un po di brivido

quanta felicità sta in un angolo

se fossi un vicolo sarei strettissimo

 

prepara un piatto con ingrediente unico

un po di costa, spezie e un po di Messico

ciò nonostante io mi sento tipico

se fossi neve mi sporcherei subito

 

è la dove sarei un uomo migliore

mi potrei anche reinnamorare

solo così per questione di stile

 

e mi compiacerei

della cucina con vista sul mare

che dietro casa la spiaggia è il cortile

con quanto poco davvero potrei stare bene però…….

 

per me è lo stesso non la vivrò mai

ma invece mento e soffro come un cane

ogni danese ha in se la Danimarca

un po di burro e la mia soluzione

 

lasciami un po di Danimarca

ridammi l’angelo che avevo quando ci credevo

mi accontento anche di un posto piccolo

purché la lingua sia quella che non conosco

 

è sempre la

dove il cielo ti batte la testa

qualche giorno può pioverti in tasca

desiderare non basta

 

ma io mi immagino già

un poeta da anni che abita il luogo

padrone del gergo di base

 

PINNACOLO A HIVDE SANDE

 

Guarda il mago delle bambole non ha più fame

il cane che non vuole più padrone è accecato dalla voglia di morsicare

dai una possibilità alla luce di non filtrare e di lasciare che l’oscurità faccia il suo piacere

fatti avvelenare piano piano

 

potresti avere male ai desideri e ai giochi di parole alla festa che si fa per onorare

il padre la madre

quanta pece da pestare prima di cadere nella pace nera del piacere

come ingerire pezzi di possibilità di fare cose senza pagarne le calorie del male

 

no non è possibile provare un desiderio così grande di solitudine

voglio nascondermi dal cielo anzi lo ruberò e lo porterò nel mio castello

e tutti quegli insetti fastidiosi che si nutrono d’estate  quelli pagheranno l’alta scozia.

 

le isole limitrofe con case delle favole

con un passeggio inglese sarò in grado di viverle

 

sveglia, sveglia, alzate quella carne

chi dorme non partecipa, è sciabo e sa di muffa

 

seguitemi, seguitemi vi metterò l’aurora in mano l’oro in mezzo ai denti

e i pesci nella rete

 

approfittatevi di me finché mi sento buono senza trucco senza inganno

ma però non ve lo nego,

 

vorrei essere un tiranno questo è il palo li frasca

salto sempre senza l’asta e mi invento chi sarò?

 

vi presento l’ anormale

sgonfio , gobbo e trisessuale

 

accanto a lui c’è camomilla

la regina che sbadiglia

 

poi in coda il circo raro

un cimitero e il botteghino

 

alla fine il due di coppe

poveretto, fatto a fette

 

come farò a smettere di sognare

se i sogni vengono a cercare me

 

come farò a sopravvivere

lascio i miei demoni, io

vi lascio liberi

UNA MADRE COME TROIA

 

Tua madre è una troia

l’ho vista con un uomo che non è tuo padre

tuo padre è un finocchio

l’ho visto con la lingua in bocca a persona dello stesso sesso

 

la famiglia è distorta come l’effetto che fa una merda sopra una  bella torta

troppo volgare ? e se adesso io al buon dio dicessi quello che vale

parlando poi di cazzo finirei col dire

che la pornografia è meno volgare del pudore e che io lecco anche il buco del culo

 

e tette e sono il figlio dello stupro dell’amore finito male

agio denaro successo , potere, per una sola di queste cose io mi farei inculare

guardami amore, scoreggio sempre mi puzza il fiato

esco con le puttane simpatizzo col travestito

 

vivere mi fa schifo, la positività il tenere duro, il costruttivo, crederci fino in fondo

devi leccarmi la corona dell’uccello come farebbe un cane con il culo del suo uguale

e poi balliamo per sdrammatizzare le parole fanno male

ma non quanto le figure che non puoi far scomparire

 

paragonami al letame ala vomito del terminale

alla lebbra o a ciò che più ti fa sentire male

 

ho perso i miei giorni migliori cercando dei giorni migliori

e adesso mi resta soltanto questa volgarità a consolarmi l’ignoranza

lascio ogni speranza alla fortuna e ai biglietti da grattare

non riesco più a farmi del male………

BELGIQUE

 

IO TENUTO ALLA PORTA DI OGNI VITA

TEMUTO SCANSATO MALEDETTO MAI BENE ACCOLTO , COMUNQUE IL PIÙ GROSSO DIFETTO

NO NON E’ Così CHE SI TRATTA LA PARTE PIÙ GRANDE DELL’ESISTENZA E COMUNQUE LA SORTE DI OGNUNO DI VOI

 

MAI UN SORRISO DA CHI PORTO IN BRACCIO MA IL MIO E’ UN MESTIERE NON UN DISPETTO

RISPONDO A CHIAMATE DI VARIA NATURA DA CHI SCEGLIE L’ORA A CHI MUORE DI PAURA

 

MA CREDI CHE ANCH’IO NON ABDICHEREI ALLE VOLTE RISCHIANDO DI PERDERE IL POSTO

MA POI SAREI SOLO ED HO PAURA DI ME

 

RIDONO I SANTI E GIOCANO GLI ANGELI

IL FIGLIO DELL’UOMO E’ SEDUTO IN UN BAR

IO TRA LE TENEBRE HO SOLO RIMPIANTI

GRIDA, BESTEMMIE OCCHI GRONDANTI

 

IO NON NE POSSO PIU

NON CE LA FACCIO PIU

 

PER UN CUORE CHE FERMO UN ALTRO RIPRENDE

MA IO SONO LA MORTE NON CONSOLANTE

HO QUALCHE AMICO SOLTANTO PER GIOCO

E APPENA PARTECIPO TUTTO E FINITO

 

PERCHE NESSUNO MI DA LA FIDUCIA CHE MERITO FORSE UN POCHINO DI PIU

PERCHE TUTTI QUANTI CE L’HANNO CON ME ?

 

PREGANO IN TANTI NESSUNO CHE ASCOLTI

DALLA NOTTE DEI TEMPI GLI DEI SONO MOLTI

IO TRA IL DOLORE DI MADRI E PARENTI

LACRIME , RABBIA ED ISULTI PESANTI

 

NO….NON NE POSSO PIU

IO …NON CE LA FACCIO PIU

IL SEGRETO DI LIA ENDERSONN

 

 

dentro la sua casa delle bambole

Lia sistema le speranze ormai ridotte in briciole

cerca nei cassetti l’evitabile

non potendo più non smette un attimo di ridere

 

poi si ferma e apre un finestra

e il cielo si accorge

che c’è una stella in mezzo ad una te tempesta

ma non è colpa sua

 

fuori dalla casa delle bambole

Lia sorride a tutti

ha negli occhi l’impossibile

 

si accarezza il viso color cenere

guarda in alto e pensa che fra un po potrebbe piovere

 

e lei, prenderà la pioggia

tra le sue mani

lei berrà la pioggia

ma non è colpa sua

 

quanto senso trovano

i gesti che in un attimo

ritornano e ti scoprono

 

quanto peso portano

gli anni che si perdono

cercandosi ( ti uccidono )

 

torna nella casa delle bambole

chiudi le finestre poi incomincia a scrivere

ogni cosa che hai mancato vivere

cerca nei cassetti e troverai l’indescrivibile

 

e adesso Lia

riapre la finestra

il cielo è più vicino

e c’è ancora la tempesta…..

 

ma dopo passerà

 

Lia non è più fragile

è sempre color cenere

e aspetta le tue bambole

 

quando sei più debole

quando vorresti essere

sensibile

ATTO DI DOLORE

 

Atto di dolore mi pento e mi dolgo

di non poter sudare sul tuo corpo da regina

gocce di cioccolato fondente

al latte è troppo dolce e ci impasta e ti offende

 

languimi e assorbimi

come se avessi i fianchi del migliore pan di Spagna

seno abbondante ingrediente del piacere

va tenuto mescolato con l’attrezzo più volgare

 

curve sapori

radici che si piantano alla carne per poter sbocciare un fiore

male disagio peccato  tradire

parole che dopo pasto fai fatica a digerire

 

ma lasciami ancora affondare

la lingua e non i denti dove nasce l’animale

e sporco di tutto tranne che d’amore

abbandono i sentimenti prima che arrivino al cuore

 

cocci rovine io sono tuo ma senza la benedizione del re sole

furto con scasso e piacere

la tua figura nuda e’ una trappola morale

 

piegati ostentando  in esercizio

la bellezza del tuo corpo disegnato sulla punta di

un attrezzo affilatissimo

ma poi mi perdo nel mio aspetto tribolato

un po mi rido e sempre mi compiango

 

e guardo di nascosto quella perfezione

che ha dato ad altre cento la figura di un cartone

con attrezzi da giardino sporchi e mal riposti

ABITARE A THORSMINDE

 

sono nel mio posto adesso

vicino alle parole giuste

è tutto esatto senza niente

che mi tolga il gusto

di piacermi con ogni difetto

 

sto aspettando l’ora giusta

per togliere i piedi dalla sabbia

mettere le mani nella tasca dei miei anni

e tirarne fuori il meglio per la cena

 

piove col sole

un po come piangere di allegria

piove anche col sole

fai come se fossi a casa mia

 

ho cancellato ogni emozione uguale

perché mi nascondeva dalle nuove

sono stato tanti strati di persone identiche

a ciò che non volevo andasse via

 

le estremità si sporcano di più

si sporcano i confini anche di un bacio

se guardi ai bordi dell’arcobaleno troverai del grigio

ai bordi dell’arcobaleno

 

piove non c’è il sole

così si fa la neve

nevica sul mare

è come perdonarsi la felicità

 

sto vivendo e il mio posto è questo

respirando sogni che ho gia infranto

se guardo nelle mani che ho tenuto nelle tasche

vedo solamente occasioni perse

 

piove su un fiore

è quasi primavera quasi

non è più stagione

di perdere qualcosa che non c’è

ANDY MURRAY A PORTRUSH

 

IL NUDO E' COME IL PESTO

LO SENTO NELLA BOCCA

MI MANCA COSI TANTO

LO MASTICO CON L'OCCHIO

 

LE CREPE DELL'INNESTO

LA BUCCIA DELL'ANIMA

MI MANCA COSI TANTO

QUELLO CHE NON CONOSCO

 

E NON C'E' NIENTE DI ME IN UNA FRAGOLA

SULLA MIA LINGUA HA FATTO IL NIDO UNA TARANTOLA

APRI LE GAMBE

POVERO CRISTO CHE HAI AL COLLO

IL RAGNO MORDE

DOVE NON PUO ARRIVARE LA FEDE

 

PERDONATI PERDONATI

PERCHE LO FARAI SOLO TU

L'USO CORRETTO DELLA RAGIONE

ESCLUDE LA RABBIA E IL PIACERE

 

PERDONAMI , PERDONAMI

PERCHE LO FARAI SOLO TU

DEI SOGNI NEL SONNO NESSUNO HA LE COLPE

IO DORMO LA VITA CHE HO IN MENTE.

MANCANDO NEI FATTI DELLE PAROLE

RIMANGO CON POCO DA DIRE

 

E' SOTTINTESO CHE LA CARNE PUZZA

E QUANDO BRUCIA L'APPETITO AUMENTA

E' DICHIARATO CHE LA FIAMMA SCOTTA

LA BESTIA AL SANGUE SI MANGIA TUTTA

 

E' RISAPUTO CHE ANCHE IL FUMO AMMAZZA

CHE OGNI PIACERE HA UNA PARTE INFETTA

IL MALE MINORE E' SOLO UN ACCORDO

CHE RENDE IL VIZIO PIU TRISTE

GLI ANNI MIGLIORI SONO DI IERI

DI UN NON TI SCORDERÒ MAI

 

E POI MI PIACCIONO  LE TETTE GROSSE

L'OMOSESSUALE QUANDO NON INSISTE

LE PARTI CRUDE NON LE COSE ASTRATTE

LE BOLLICINE CHE DANNO CLASSE

FACENDO FINTA DI ESSERE IL PIU BELLO

NEI PANNI COMODI CHE NON INDOSSO

IO SONO DIVERSO DA CIO CHE VOGLIO

E QUELLO CHE VOGLIO E’ DI PIU

UN ALTRO ASPETTO

UN ALTRO CONTATTO

UNA SEGRETA VIRTÙ

 

CONSOLATI PERCHE

TRA I REGALI DELL’INFELICITA

C’E LA COMPLETA TOTALE ED ASSENTE

PAURA CHE ARRIVI LA MORTE

 

RASSEGNATI PERCHE

QUELLO CHE ABBANDONERAI

NON SARA’ NIENTE CHE POTRAI AVERE

E NON POTRA FARTI ALCUN MALE

 

E NON C’E PIU NIENTE DI ME IN UNA FAVOLA

LA PRINCIPESSA  SE N’E ANDATA CON UNA MUSICA

CHI VUOLE PIANGERE

SI METTA IN FILA

CHI VUOLE RIDERE

VADA AVANTI E GLI PARLI DI ME

 

E' SOTTINTESO CHE NON SONO UN BELLO

CHE DA VICINO ASSOMIGLIO A UN CALLO

CHE TRA LE RIME E' FASTIDIOSO AVERE

DELLE PAROLE SENZA L’AMORE

 

CHE IL FALLIMENTO ASSIEME ALL’INSUCCESSO

CON LA BOTTIGLIA SPESSO VANNO A SPASSO

IL PERSONAGGIO, QUEL MALEDETTO ORMAI NON CE LA FA PIU

COME UN BISCOTTO SFATTO NEL LATTE

VIVE SUL FONDO POZZO

 

E LA VERGOGNA E’ SOLAMENTE UN PASSO

UN SENTIMENTO CHE SI BALLA SPESSO

OGNI RISATA CHE MI FACCIO ADDOSSO

E’ LA COPERTA DI UN PAGLIACCIO

 

DIMENTICHIAMOCI QUEL CHE E’ SUCCESSO

CHI HA FATTO IL DANNO E CHE COSA SI E’ ROTTO

TRA PEZZI DI CUORE COCCI DI AVERE

NON HO MAI SAPUTO CHI SONO

L’ULTIMO GESTO STRAPPA IL CONTRATTO

E UNA PREGHIERA PER ME

DUE MARGHERITE DISPARI

 

quando io mi sveglio comincio a sognare

non lo faccio apposta è così reale

quando sono stanco devo respirare

quanto io mi manco non lo posso dire

ma questa è colpa mia

 

quando posso ridere resto a farmi male

quando devo piangere portami a dormire

li riesco a prendere fiato piano piano

e a perdonarmi quello che sarò

quando invidio tutte le altre vite

perché sono fermo solo a ciò che so

 

non restare qui

che ti ammalerai

un ombra non ha forza

né carattere e verità

 

quando avrò le ali riuscirò a volare

quando avrà pazienza riuscirò a imparare

sarò un prestigiatore di parole e sarò bello da vedere

il cuore non farà più male

e smetterò per sempre di cercare

ma questa è una bugia

DEVOZIONE ALLA VACCA

 

Cosa metto dentro al sacco per un viaggio che non finirà

tolgo il gatto che proprio adesso mi fa le fusa e mi dice

non andare via

miagolando disperato  mi rincorre dice portami con te ovunque andrai starò tranquillo e zitto

dentro al sacco ma voglio vedere il modo com’è fatto

 

io col gatto un treno espresso

un cattivo uomo chiede il suo biglietto

io lo guardo con la faccia storta

questo è un gatto un animale non paga il biglietto

 

vuoi viaggiare sulla fantasia

e biglietto per il gatto sia

 

noi, a piedi perché il viaggio troppo caro

con l’entusiasmo andato via col treno

perché fa tutto rima col denaro

 

e poi all’improvviso una carrozza

guidata da una bambola di pezza

sotto la pioggia che la rende così fine

ci offre un passaggio per la sua destinazione

 

salite presto

non vi ingannate

io so chi siete e so cosa cercate

 

paura un po

curiosità

ma il gatto ed io voglia lasciare la città

 

salgo in carrozza quindi tiro la tenda

col gatto in spalla che mi dice

guarda su

 

una porta fa soffitto alla carrozzano su scritto

aprii in fretta e tieni forte

 

cosa faccio, guardo il gatto poi perplesso me  lo chiedo

sarei matto senza un dubbio ad aprir la porta adesso

 

ma la ragione è in una borsa

no può far niente mentre apro quella porta

dò un occhio al gatto

ha il pelo dritto

apro la porta si la apro tutta adesso

 

no non so la fine che farò però ci sto

voglio rischiare perché me lo devo

senza un avventura io non ci sto più

 

 

Volo via, la bambola è di carne adesso e mi saluta

mentre io mi chiedo che profumo faccia la magia

quindi si rovescia l’universo ed una stella mi finisce in mano

per ogni treno perso c’è un biglietto solo

sotto una lacrima c’è più di un visto

 

e allora viaggiati e non dormire in nessun posto che ti sembri vero

ascolta solo l’aria che col suo profumo suggerisce il tuo sorriso

dimenticati di avere sfortuna la tua vita vale un giorno solo

dormila soltanto quando sarai sveglio e ti accorgerai

che stai dormendo proprio su quel treno

1° OTTOBRE A SKAGEN

 

ridimi, lo so che non sono normale

allontanati perché io sono più di un animale

credimi se dico che non ho parole

perdonami ma più di cosi non posso fare

 

 

tanto prima o poi vedrai riuscirò ad andar via

cosi lontano che anch’io mi scorderò di me

 

stancati che la fatica abbassa i desideri

svegliati i sogni non cadono in piedi

 

io vorrei esser mio

io vorrei esser mio

 

e se lo fossi mi libererei di me così

lasciando detto all’anima che non ho più nostalgia

 

guardami, dove ho sbagliato sono grande

e questi anni sotto agli occhi lo rendono presente

ridimi, lo so che non sono reale

allontanami da me cosi non mi farò più male

 

tanto prima o poi lo so che non succederà

resterò a guardare l’aria che non cambierà

UN AMARETTO DI TROPPO

 

colpa mia colpa mia

non lo so ma può darsi che sia

colpa mia solo mia

di qualcosa che non va più via

 

colpa mia e anche un po sua

se mi son perso in una poesia

in un gesto gridato dal largo proscenio

sperando in una magia

e la gioia di un attimo solo

per esser felice di quello che sono

restano solo parole che a caso

nascondono una malattia

 

giro in tondo rincorrendomi scappo da me

se mi spengo  non mi spaventerò più

 

vado via, vado via

questa ormai non è più casa mia

mi consola la nebbia rendendomi i pezzi

di quella che forse era un po di allegria

 

vieni via, andiamo via

che ci credano gli altri al perdono e al castigo

noi vivremo in quadro gelato al pistacchio

e il freddo non andrà più via

 

fulmini  e tuoni faranno un concerto

portato dal vento soltanto per noi

poi nel silenzio nascosti  nel bianco

nessuno ci troverà più

 

credi in dio credete in dio

tanto  lui non vi crederà mai

e lasciatemi odiare di assurda ragione

lasciatemi queste parole cattive

 

e poi basta, esistere è trucco

cominci a giocare che è già scacco matto

io chiedevo per me solamente una parte

di basso profilo al massimo un fante

 

desideri che vanno via con un tram

sembra ieri e invece non c’è stato mai

UNA CANZONE PER ME

 

baciami

come se fossi giovane negli anni

perché è tutto finto esserlo dentro

io lo so,

so quasi tutto di te

ma non lo dirò

le cose che ci descrivono

sono quelle che oramai trovi solo in un angolo

e poi si buttan via.

 

dimmi una bugia io la crederò

tanto quel che serve solo un attimo

dimmi la verità chiedimi la realtà

è ancora  una bugia

 

le parole quelle che restano fanno llai lalai lalai lai lai   lalalalalai

 

qui si trattengono

poi si lasciano andar via da sole delle immagini che ti perdonano

col tempo perdono colore ma non cambiano

si allontanano lasciandoti un sorriso a cui non crederai

 

IL FIGLIO DI CARONTE

 

 

tu, che non mi pensi quant’è

che non ti tocchi più pensando a me

quant’è

che non bacio la tua bocca

la pelle umida e sudata

quanto tempo è

che abbiamo perso l’indecenza

e la promiscuità

perché

ha vinto sempre  la ragione

che col tempo è malattia

 

io, che non sto bene con me

quello che desidero non so nemmeno io quant’è

la cifra in anni che darei

per vivere soltanto un giorno

nel vestito del tuo corpo

e indossandoti poi cercherei di corrompere il tempo

non gli chiederei più dell’eternità

in una goccia sul mio corpo che cancelli ogni rimpianto

 

tu sei più bella del sole

ma  a me la luce fa male

buona sei buona come il pane ma..

chi spezza il pane poi muore male

la mela porta il male

 

sposa che piano piano consuma

suora che fa l’amore da sola in chiesa ( s’annoia )

casa cosa mi ha rovinato la vita ancora

prega , che dopo l’anima ci sia il perdono e non una ripresa.

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